L'eroe, la vittima e il bersaglio

Da noi, in Italia, il tema eroi e vittime meglio lasciarlo sviluppare ad altri. Ancora e più correttamente, meglio citare la fonte: dal sito R.I. dell'amico deputato Paolo Guzzanti. Dunque: dicevano Winston Churchill e Charles de Gaulle: "Chi viene ucciso è una vittima, non un eroe, a meno che non abbia sfidato la morte per il bene collettivo e consapevolmente. Chi viene abbattuto... non è un eroe, ma soltanto (e non è certo poco) una povera vittima. Vittime ed eroi non sono la stessa cosa e non vanno usati spregiudicatamente gli uni al posto degli altri". Per esempio (questo lo posso dire?), eroe è stato Salvo D'Acquisto; eroe è anche colui che si getta in acqua o tra le fiamme per salvare il prossimo, degnando allo scopo nobile la propria vita. Io però non voglio sfidare la religione politicamente corretta del rosario degli eroi che si presenta non appena si accenna a riformare qualcosa che attiene giustizia; devo constatare che gli eroi appartengono alla magistratura; le vittime (come Moro, Mattarella e tanti altri) alla politica e al giornalismo. Mentre se un duometto in pietra silicea viene scaraventato con furia omicida in faccia ad un premier, questo premier non sfiora neppure le predette categorie (eroi e vittime), ma diventa bersaglio.